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Legittimità dei controlli sul lavoratore in malattia – ordinanza n. 21766 del 02 agosto 2024

Cassazione: legittimo l’uso di investigatori per verificare la falsa malattia

Con l’ordinanza n. 21766 del 2 agosto 2024, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale: il datore di lavoro può incaricare un’agenzia investigativa per monitorare un dipendente in malattia, purché il controllo riguardi comportamenti che ne pregiudichino la guarigione o ne smentiscano l’infermità.

Il confine tra controllo medico e controllo investigativo

La sentenza chiarisce un punto cruciale dello Statuto dei Lavoratori:

  • Art. 5 (Controlli Sanitari): Resta vietato al datore di lavoro far verificare lo stato di salute da medici privati; tale compito spetta esclusivamente ai servizi ispettivi degli enti pubblici (INPS).
  • Controlli Difensivi (Investigatore): È invece pienamente legittimo monitorare il comportamento extralavorativo del dipendente. L’obiettivo non è valutare la patologia, ma raccogliere prove su attività incompatibili con lo stato di malattia o che dimostrino un abuso del diritto.

Quando il licenziamento diventa legittimo

Secondo i giudici della Suprema Corte, le prove raccolte da un investigatore privato possono fondare un licenziamento per giusta causa quando documentano:

  1. Attività lavorative parallele: Il dipendente lavora per terzi o in proprio mentre è ufficialmente in malattia.
  2. Comportamenti a rischio: Azioni che ritardano il recupero psico-fisico e il rientro in azienda.
  3. Simulazione: Prove fattuali che smentiscono l’effettiva esistenza dell’impedimento al lavoro.

Requisiti essenziali: Legalità e Privacy

Affinché i report investigativi siano validi in tribunale, è indispensabile che:

  • L’investigazione sia affidata a un professionista autorizzato.
  • Venga rispettato il principio di proporzionalità e il diritto alla privacy del lavoratore.
  • Le prove siano ottenute nel pieno rispetto delle normative vigenti.

In sintesi: Il datore di lavoro non può contestare la diagnosi medica, ma può documentare che il dipendente sta tradendo il dovere di fedeltà e correttezza verso l’azienda.

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