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Il femminicidio è reato in Italia e prevede l’ergastolo: il nuovo articolo 577-bis del Codice penale
Femminicidio: dal 25 novembre è reato autonomo. Ergastolo e nuove tutele
L’ordinamento italiano segna una svolta storica nella lotta alla violenza di genere. Con l’introduzione dell’Articolo 577-bis del Codice Penale, il femminicidio viene ufficialmente riconosciuto come reato autonomo, punito con la pena massima: l’ergastolo.
Cosa stabilisce la nuova norma
Il legislatore definisce il femminicidio non solo in base al genere della vittima, ma in relazione al contesto e alle motivazioni dell’atto. È punito con l’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna attraverso:
- Atti di odio, discriminazione o prevaricazione.
- Dinamiche di controllo, possesso o dominio.
- Ritorsione per il rifiuto di instaurare o mantenere una relazione affettiva.
- Limitazione delle libertà individuali della vittima.
Inasprimento per i “Reati Spia” e Codice Rosso
La riforma non si limita all’omicidio, ma introduce un drastico aumento delle pene per i cosiddetti reati spia e per le violazioni del Codice Rosso, tra cui:
- Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
- Deformazione dell’aspetto mediante lesioni al viso.
- Violenza sessuale aggravata e stalking.
- Revenge porn (diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti).
Nuove garanzie procedurali e tecnologiche
La legge potenzia significativamente la protezione delle vittime e dei superstiti attraverso misure operative concrete:
- Braccialetto Elettronico Potenziato: Il raggio di attivazione dell’allarme raddoppia, passando da 500 metri a 1 chilometro di distanza.
- Diritto all’ascolto: La persona offesa deve essere informata e audita personalmente dal Pubblico Ministero.
- Trasparenza sul Patteggiamento: Obbligo di informare la vittima della richiesta di patteggiamento, con facoltà di presentare memorie.
- Intercettazioni: Deroga ai limiti temporali (45 giorni) per agevolare le indagini sui delitti di femminicidio.
- Tutela degli Orfani: Maggiori garanzie economiche e assistenziali per i figli delle vittime.
Nota Legale: La norma mira a colpire la natura strutturale della violenza, garantendo che ogni attenuazione delle misure cautelari (come la revoca di un divieto di avvicinamento) venga comunicata tempestivamente non solo alla vittima, ma anche ai suoi congiunti.